Leone de Castris

Vitivinicoltori dal 1665

La storia della Leone de Castris viaggia parallelamente a quella del vino in Puglia poiché, da oltre tre secoli, da ogni sorso del suo vino si sprigiona la forza e l’orgoglio della nobiltà della sua tradizione. Nel 1665 Oronzo Arcangelo dei Conti di Lemos, fonda la Cantina dove si trova ancora oggi, a Salice Salentino. È proprio intorno al piccolo borgo di Salice che si creano delle grandi tenute dove sono impiantati principalmente vigneti e alberi di olivo.

Una linea d'eccellenza

…imparavo, senza che lui volesse insegnare, che stare dentro a comportamenti corretti e leali è una grande prova di forza, e che solo i deboli ricorrono all’arroganza del ruolo, del censo o della ricchezza.
(Adolfo Maffei, biografo dell’Avv. Salvatore Leone de Castris)

Il primo rosato dal 1943

È stato il primo vino rosato italiano ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia nel 1943. Novanta per cento di Negroamaro, dieci per cento di Malvasia Nera.

50° vendemmia Salice Salentino Doc Riserva

La nostra creazione, un’opera d’arte con mille pezzi unici, sono sicuro renderà onore a chi, con sacrificio ed impegno lavora per esaltare le grandi potenzialità del vitigno autoctono Negroamaro
(Piernicola Leone de Castris)

Eccellenza vitivinicola in una bottiglia

Viviamo per produrre vini pregiati che arricchiscono il gusto e l’anima

Experience

Leone de Castris

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1954: la prima etichetta Salice firmata Leone de Castris.
1976: il riconoscimento ufficiale della DOC.

Cornice di questo viaggio è il Wine Hotel Villa Donna Lisa, dove abbiamo celebrato cinquant’anni di una denominazione che per noi non è soltanto identità, ma un vero e proprio patto d’amore con la nostra terra.

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Tra le volte della nostra bottaia cala il silenzio e la luce si spegne: per i nostri vini inizia il tempo più prezioso, quello del riposo e dell'attesa. 

E per l'enologo…finalmente (forse) un attimo di pace!

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Dal sole battente dei filari al clima controllato della cella: benvenuti nel regno dell'appassimento.

Temperatura, umidità e ventilazione sono calibrate per concedere alle uve le condizioni ideali per concentrare aromi, zuccheri e profumi . Un vero e proprio "rituale di attesa” prima del calice.

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Dopo il taglio e la selezione, la magia dell'uva incontra la precisione millimetrica del laboratorio. Temperatura, fermentazione alcolica, zuccheri e lieviti: nulla è lasciato al caso per garantire che ogni mosto esprima al massimo la sua identità. 

Perché fare grandi vini è passione pura, ma anche scienza esatta.

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Dress code di questa vendemmia 2026: solo grappoli perfetti!

Con il nostro enologo, la selezione per partecipare al momento più esclusivo della cantina, è severissima: niente graspi, no vinaccioli, zero scorciatoie. Solo gli acini migliori ricevono il pass d'ingresso per la grande festa che li trasformerà nei nostri vini.

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